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Scheda del film
The Echo Chamber
Italia/Belgio, 2026 · Regia di Andrea Pallaoro · 120 min
- Ven 9 · Sab 10 ottobre · h. 21:00
- Lunedì 12 ottobre · h. 20:30 (VOS)
1Il regista — Andrea Pallaoro
Nato a Trento nel 1982, Andrea Pallaoro vive e lavora tra Los Angeles e New York, dove si è formato in regia cinematografica al California Institute of the Arts. Il suo cinema, girato sempre in inglese, si concentra sull'intimità e sulle ferite dell'identità: Medeas (2013, Orizzonti a Venezia), Hannah (2017, Coppa Volpi a Charlotte Rampling) e Monica (2022, con Trace Lysette, prima attrice transgender in concorso a Venezia). Con The Echo Chamber, presentato in concorso all'83ª Mostra di Venezia per il Leone d'Oro, dirige per la prima volta una sceneggiatura non sua: l'ultimo soggetto scritto da Bernardo Bertolucci prima della morte, nel 2018, completato da Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi.
2L'attore principale — Luca Marinelli
Nato a Roma nel 1984, diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, Luca Marinelli debutta al cinema nel 2010 con La solitudine dei numeri primi e si impone con Lo chiamavano Jeeg Robot (David di Donatello) e Martin Eden (2019), che gli vale la Coppa Volpi come miglior attore a Venezia. Ha lavorato anche in produzioni internazionali come The Old Guard. In The Echo Chamber interpreta Leo, mago del suono dell'industria musicale, solitario e segnato da dipendenze autodistruttive: un ruolo quasi interamente fisico, costruito sul suo corpo e sul suo sguardo dentro un unico appartamento londinese.
3Il film e la trama
In un grande appartamento londinese vivono la creatività e le tendenze autodistruttive di Leo, solitario mago del suono. Quando incontra Ann, dottoressa, tra i due nasce una relazione in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi: si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano, incapaci di lasciarsi e di liberarsi l'uno dall'altro. Tra le stanze dove la coppia vive la propria storia risuona la voce di Ava, che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste — o che non può più essere trattenuto: un film che è insieme ghost story e love story, girato per intero in un solo spazio.
4Temi principali
- La dipendenza come forma estrema di legame affettivo, dove cura e controllo si confondono.
- Il tempo come materia del racconto: memoria, ripetizione e impossibilità di lasciarsi andare.
- Le tracce che le persone lasciano l'una nell'altra — ricordi, ferite, desideri — come eredità di ogni relazione.
5Film simili
- Marriage Story (2019, Noah Baumbach) — la disgregazione di una coppia raccontata dall'interno della sua intimità.
- Hannah (2017, Andrea Pallaoro) — stesso sguardo intimista del regista su un'identità in crisi.
- Il ritratto di Dorian Gray (adattamenti da Wilde) — la casa come spazio che imprigiona e rivela i propri fantasmi interiori.
6Aspetti del film da approfondire
- L'intero film si svolge in un solo appartamento: uno spazio che diventa memoria, prigione e teatro della relazione.
- La sceneggiatura è l'ultima scritta da Bernardo Bertolucci, che parlava dei suoi film come "film sul tempo".
- La voce di Ava (Susan Sarandon) attraversa la narrazione senza una collocazione temporale definita.
- Il passaggio di Pallaoro da un cinema di soggetti propri a una sceneggiatura ereditata da un altro autore.
- La fotografia di Diego García costruisce l'appartamento come corpo esso stesso, non solo come ambientazione.
7Per la discussione in sala
The Echo Chamber usa un unico appartamento come una camera d'eco letterale: ogni parola, ogni gesto tra Leo e Ann torna indietro trasformato, amplificato dal tempo che i due non riescono ad attraversare insieme. La voce di Ava, che risuona senza una collocazione temporale precisa, non è un semplice espediente di montaggio ma la prova che nessuna relazione si esaurisce nel presente: continua a parlare attraverso chi resta. Il film mette in scena, più che una storia d'amore convenzionale, il modo in cui l'affetto e la dipendenza si sovrappongono fino a diventare indistinguibili — cura che si rovescia in controllo, desiderio che si rovescia in bisogno.
Che questa sia l'ultima sceneggiatura firmata da Bernardo Bertolucci, completata da altri dopo la sua morte, aggiunge un livello ulteriore di risonanza: il film stesso diventa un'eco, la voce di un autore che continua a parlare attraverso lo sguardo di un altro regista. Pallaoro, che finora aveva sempre scritto i propri film, sceglie qui di prestare la propria sensibilità intimista a un materiale ereditato, dimostrando che la cifra dell'abbandono e della difficoltà di lasciarsi andare — già centrale in Hannah e Monica — può attraversare autori e generazioni diverse senza perdere forza.
8Colonna sonora
Le musiche e le canzoni originali sono firmate da Clément Ducol, compositore già premiato con l'Oscar per la miglior canzone originale con «El Mal», dal film Emilia Pérez. Nel film le scene musicali diventano un elemento di collante tra i personaggi, al punto che Luca Marinelli ha eseguito dal vivo, chitarra alla mano, uno dei brani della colonna sonora durante un'ospitata radiofonica. Un estratto delle musiche è ascoltabile nel trailer ufficiale del film.